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OSTEOPATIA

 

Sig. Salvaneschi Mirko

L’osteopatia è, da poco più di un anno, una professione sanitaria riconosciuta anche in Italia (Legge 3/2018).

Questa disciplina, complementare alla medicina tradizionale, si avvale del CONTATTO MANUALE per la valutazione, la diagnosi funzionale ed il trattamento di diverse patologie.

L’obiettivo dell’osteopata è innescare, attraverso l’uso di tecniche e manovre SPECIFICHE, i processi di autoguarigione e autoregolazione di cu l’organismo è dotato al fine di correggere lo squilibrio creatosi a seguito del sintomo doloroso.

L’osteopata, grazie all’utilizzo di differenti APPROCCI, è in grado di usufruire di un ambio bagaglio di tecniche selezionate in base alla disfunzione da trattare, all’età del paziente, alle aspettative del cliente in terapia, alla qualità ed alla tipologia del dolore.

Pertanto NON avendo controindicazioni può intervenire su QUALUNQUE PERSONA abbia necessità: dal neonato all’anziano, dall’atleta agonista alla donna in gravidanza.

 

OCCLUSIONE E POSTURA

La collaborazione tra osteopata e odontoiatra è molto importante poiché esiste un legame assodato tra l’occlusione e la postura.

L’occlusione, infatti, determina il posizionamento nello spazio della mandibola che, a sua volta, mediante captatori di posizionamento tonico-posturali situati nell’ATM e i muscoli deputati all’apertura e alla chiusura della bocca, influenza la postura.

Pertanto ogni atteggiamento scorretto della mandibola causato da traumi, stress, terapie ortodontiche, bruxismo o “solamente” dalla mancanza di un dente, viene riversato sulla colonna cervicale e dorsale, manifestandosi al paziente con fastidiose lombalgie, emicranie e torcicolli.

L’osteopata, mediante la manipolazione, agisce nel tentativo di allentare le tensioni muscolari ripristinando la corretta mobilità articolare cranio-cervicale e mandibolare.

La posizione nello spazio della mandibola viene definita dalle cosiddette classi scheletriche:

> Prima Classe: la classe fisiologica, ideale traduzione della “perfetta” forma cranica, della funzione e dell’equilibrio; [Figura 1]

> Seconda Classe: si ha una protrusione della componente mascellare superiore, quindi l’arcata superiore sovrasta quella inferiore;

> Terza Classe: la mandibola appare prominente andando a sovrastare i mascellari.

 

Cerchiamo ora di analizzare dal punto di vista posturale gli adattamenti che il corpo attua per sopperire ad un posizionamento non consono della mandibola, come possono essere la seconda e la terza classe scheletrica

 

SECONDA CLASSE

Osservando il paziente sul piano sagittale (antero/posteriore) si può notare come una mandibola retrusa porti ad un avanzamento compensatorio della fronte che il corpo, al fine di mantenere orizzontale la linea dello sguardo, ripercuote sulla colonna, in particolar modo aumentando le curve lordotiche (cervicale/lombare).

Il paziente in questione avrà la tendenza posturale a “scappare in avanti” che viene compensata da una rotazione posteriore del bacino e dalla flessione degli arti.

 

TERZA CLASSE

Il paziente con mandibola protrusa sul piano antero/posteriore mostrerà un tentativo di arretramento della fronte con conseguente allineamento delle curve e sovraccarico al livello del passaggio cervico/dorsale.

Il bacino risulterà ruotato anteriormente e le creste iliache saranno più prominenti e alte con consequenziale iperestensione degli arti inferiori.

Da tutto ciò si deduce che questo tipo di scompensi posturali dati da un posizionamento non fisiologico della mandibola inficiano sull’intero sistema in maniera estremamente negativa.

I principali sintomi che si manifestano sono emicranie, torcicolli e dolori alla schiena ma si possono palesare anche click mandibolari, disturbi occlusali, problemi nella deglutizione o nella fonazione.

In conclusione si può affermare che il lavoro dell’osteopata è in grado, attraverso la manipolazione della componente muscolo-scheletrica masticatoria e ioidea, di riportare il corpo ad una condizione di equilibrio e di benessere.

Il trattamento osteopatico, quindi, è di fondamentale importanza in supporto all’ortodonzia poiché qualsiasi intervento che comporti modifiche occlusali provoca un adattamento posturale.

Pertanto l’osteopata può facilitare e ottimizzare questo adattamento accelerando l’efficacia della terapia ortodontica.

 

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