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IL RUOLO DELLA CONE BEAM 3D IN ORTODONZIA – del Dr. E. D. Casalini

IL RUOLO DELLA CONE BEAM 3D IN ORTODONZIA del Dr. E. D. Casalini

La metodica CBCT (cone beam computed tomography) ha rivoluzionato la diagnostica radiologica odontoiatrica e maxillo-facciale rendendo disponibili ricostruzioni 3D volume rendering delle strutture anatomiche esaminate. Tale metodica trova indicazioni, oltre che in campo implatologico e in chirurgia maxillo, facciale, in campo ortodontico, nello studio di elementi dentari ritenuti, ectopici, sovrannumerari ed é in grado di dimostrare la quantità e la qualità dell’osso disponibile in prospettiva di una ‘’movimentazione‘’ ortodontica.

(1) Una scansione CBCT genera numerosi dati isotropici ottenuti dalle diverse posizioni del tubo radiogeno nel corso di una rotazione completa. I dati ottenuti, trattati con idonei software, sono salvati in file formato DICOM, lo standard per la condivisione delle immagini mediche. La generazione di ricostruzioni anatomiche 3D, dalle immagini multiplanari ottenute, ha aperto nuovi confini in campo odontoiatrico; idonei algoritmi consentono inoltre la produzione di immagini 2D MIP per la riproduzione nel rapporto 1:1 di teleradiogrammi del cranio. In termini di dosimetria un esame condotto con tecnica CT tradizionale – con tecnica multislice ad es. – porta ad una dose assorbita 375 volte superiore a quella di una OPT tradizionale ed é fino a 90 volte superiore a quella di una CBCT: dati ufficiali presentati da LUDLOVERT e altri al 15 congresso Internazionale di Radiologia Dento-Maxillofacciale tenuto a Città del Capo nel 2005. Se ci riferiamo, poi, ad apparecchiature CT cone beam di ultima generazione, le dosi somministrate sono moderatamente superiori a quelle di una tradizionale OPT. Quando é comunque giustificabile, malgrado la ottimizzazione delle apparecchiature, sottoporre un giovane paziente ad esame volumetrico a scopo ortodontico? Nei casi di ritenzioni dentarie semplici o complesse,quando si debba chiarire una dubbia condizione anatomica e pianificare un trattamento o clinico o chirurgico,quando si sospettano problemi malformativi del complesso cranio facciale con possible interessamento delle articolazioni temporo-mandibolari e infine, per un efficace follow-up in corso di trattamento ortodontico (2/3).

L’analisi cefalometrica tradizionale si avvale di diversi metodi, tutti consolidati da lunga esperienza clinica; non così ancora per gli approcci tridimensionali ancora oggetto di vivace ed allargata sperimentazione-4,5-: utilizzando idonei algoritmi é infatti possibile sintetizzare cefalogrammi 2D e realizzare comparazioni tra gli esistenti database bidimensionali ed i nuovi paradigmi dell’analisi 3D.

Si rifletta sul fatto che per ottenere una documentazione tradizionale standard ad uso cefalometrico -OPT, cranio nelle tre proiezioni -, si sottopone il piccolo paziente ad una dose di radiazioni equivalente a quella necessaria per uno studio completo CBCT.

Le immagini del cranio 2D MIP ottenute da tali rielaborazioni non subiscono distorsioni geometriche e, se si producono slices di spessore equivalente al voxel di risoluzione adottato,le sovrapposizioni anatomiche possono essere eliminate per una miglior definizione dei reperi ossei; i singoli denti non subiscono alterazioni di dimensione e di angolazione e la definizione dei tessuti molli é idonea a determinare un buon profilo del volto; la possibilità di incrementare inoltre la documentazione ricorrendo a ricostruzioni 3D volume rendering ed attuando “trasparenze” delle varie strutture , utilizzando utili filtri, completano il valore diagnostico di tutta l’indagine.

REFERENCES

(1) SUOMALAINEN A, al,Diagnosic Imaging Europe, june – july 2006(2) LUDLOW J.B. et al-Dosimetry of two extraoral direct digital imaging devices: New Tom CBCT and ORTHOPHOS Plus DS panoramic unit-DENTOMAXILLOFACIAL RADIOLOGY,2003;32:229-34

(3) LUDLOW J.B.,AL.-Dosimetry of 3 CBCT units for oral and maxillofacial Radiology,15th International Congress; Cape Town,June 2005

 

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